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RISERVA NATURALE ZOMPO LO SCHIOPPO |
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La Riserva naturale Zompo lo Schioppo prende il nome direttamente dall’omonima cascata che costituisce l’elemento sicuramente più rappresentativo del paesaggio della Riserva. Essa è situata nel territorio del Comune di Morino (AQ), collocata nella parte più a valle tra i monti Simbruini ed Ernici in Val Roveto. E’ fornita di una serie di strutture di ricezione e servizi, quali il Centro visita, il Centro di ricezione, tre aree-sosta, un campeggio, i sentieri escursionistici ed un punto di informazione e soccorso. A caratterizzarne il territorio prevalentemente montano, accanto all'elemento acqua, di cui l'area della riserva è ricca, è la presenza di una rigogliosa foresta, che si estende per la quasi totalità dell'area protetta. Questo tipo di caratterizzazione naturale è diretta conseguenza del clima temperato, in cui convivono settori caldi e freschi, così da favorire una vegetazione rigogliosa, con convivenza di elementi mediterranei come il leccio e di altri, tipici dei climi più freddi, quali il faggio e il tasso. Altro fattore fortemente condizionante il paesaggio naturale della riserva è l'altitudine che, variando tra dai 600 ai 2000 metri, favorisce la presenza di diversi ambienti: dal paesaggio coltivato e urbanizzato, posto a quote più basse, alle praterie d'altitudine, passando per i querceti, i boschi di faggi pluricentenari, il variegato ambiente rupestre e, più in alto, il bosco misto e la foresta di faggio. Al di sopra dei 900 metri di altitudine l'alto fusto di faggio prende il predominio della foresta, che risulta quindi in tutto e per tutto una faggeta, con pochi esemplari di altre specie. Nelle piccole radure che si aprono al suo interno é stata scoperta una varietà incredibile di orchidee, più di 20 differenti specie che rendono ancor più magico l'ambiente della faggeta. La cascata dello Zompo (salto in dialetto) è un esempio di sorgente carsica intermittente che si estingue annualmente nei mesi estivi e autunnali. L'acqua sgorga da una ripida parete calcarea con un salto di oltre 80 metri, formando la cascata naturale più alta dell'Appennino. Il legame che intercorre tra il paesaggio della Riserva e l'elemento acqua è talmente marcato da condizionarne tanto l'aspetto quanto l'ecosistema. I boschi di faggio esercitano su questo sistema una funzione "protettiva", costituendo con esso una unità di paesaggio che è l'immagine stessa della Riserva. L'elemento acqua manifesta la sua presenza in ogni ambiente, dalle più alte sorgenti poste a quota 1700 metri, fino a lambire i centri abitati alle quote più basse. Ma questa visibilità rappresenta solo un aspetto del suo corso: nascosta alla vista, una ramificata idrografia sotterranea legata al diffuso carsismo, prende corpo in grotte, vallette carsiche, pozzi e doline, spingendosi tra i calcari fessurati che costituiscono gran parte dell'ossatura di questi monti, fuoriuscendo in taluni casi in copiose sorgenti come quella della Pantaneccia che garantisce con la sua acqua il fabbisogno idrico della Valle Roveto.
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