| TESTIMONIANZE | ||||||
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| Parlare o raccontare le proprie esperienze di Misoghi è sicuramente qualcosa di molto personale, che tocca profondamente chiunque abbia avuto l’occasione di toccare questa pratica. Così, ognuno ha l’occasione di trovarci quello che vuole, senza sovrastrutture od inutili schemi mentali. L’unico segreto è di non cadere nel credere di praticare qualcosa di trascendentale o necessariamente mistico. E’ solo entrare in natura, semplicemente chiedere con umiltà e riconoscenza, di essere accolti nell’unica cosa che ci può tangibilmente e silenziosamente aiutare in qualunque momento. | ||||||
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La bellezza di una cascata, come ogni altra qualsiasi manifestazione della meravigliosa natura, deve necessariamente incutere ammirazione e rispetto, ma soprattutto voglia di simbiosi e voglia di ricollegarci alla Madre Terra. Il regalo che si riceve attraverso la pratica del Misoghi, ben vale il freddo dell’acqua nelle varie stagioni. Il corpo e la mente si fortificano, così come il sistema immunitario e l’atteggiamento risulta più positivo nell’affrontare la quotidianità. |
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| Le mie due figlie praticano da sempre, fin da quando erano nel grembo materno e quasi non conoscono le malattie tipiche dei loro coetanei e quando ne sono soggette, la guarigione è veloce. Non dico assolutamente che il Misoghi sia la bacchetta magica che risolve tutti i nostri problemi; ma posso sicuramente affermare che è un grosso aiuto per tutti. Quindi, da non confondere assolutamente con qualcosa di esoterico, ma unicamente e semplicemente una antica pratica che l’uomo conosceva bene quando viveva più in armonia con la natura, e che per fortuna ci è stata insegnata per ricordarci la nostra essenza e fragilità di uomini. Io spero che sempre più persone possano avvicinarsi al Misoghi, meglio se in modo costante e ciclico, se non altro per fermarsi un attimo ad osservare ed a ricordare quanto sia bello un bosco, un ruscello, una cascata. Grazie. Mariano Romito – Responsabile Gruppo Campania Sud-Est. | ||||||
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Era il 7 febbraio del 1998 e per la prima volta in Sicilia il Maestro guidava un gruppo di sette persone nell’esercizio di Misoghi nel mare di Scopello Ryu Jin. Non era la prima volta che facevo esercizio di Misoghi a mare ma mi ricordo l’emozione con la quale ciascuno di noi affrontò quella esperienza. |
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Con la guida del Maestro abbiamo continuato felici di aver trovato anche qui in una caletta nei pressi della riserva naturale dello “Zingaro” un luogo pronto ad abbracciarci con grande premura ma anche a scuotere forte la nostra anima. Per alcuni anni abbiamo fatto esercizio ogni volta che il Maestro veniva in Sicilia per le nostre cerimonie annuali o in occasione degli stage, poi ho avuto il permesso di guidare l’esercizio. Devo riconoscere che non è stato per niente facile. Ho dovuto per prima cosa pormi di fronte allo specchio ed osservare me stesso ed ho tirato fuori le peggiori schifezze: orgoglio, saccenteria, vanità ecc. ecc., poi queste ed altre cose le ho viste negli occhi di chi mi camminava vicino osservandomi senza parlare. Grazie al loro aiuto ho faticosamente cominciato a cambiare punto di vista e ad imparare qualcosa. Ora ci sosteniamo a vicenda, certo il cammino è lungo ma passo dopo passo abbiamo costruito qualcosa che è nostro e in cui siamo contenti di identificarci. |
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Grazie all’aiuto di Salvino, che ha avuto da qualche tempo il permesso di guidare l’esercizio, ogni mese (fatta eccezione per luglio ed agosto) abbiamo il piacere di fare Misoghi a Scopello ed a noi si uniscono nuovi amici e talvolta qualche allievo di altre parti d’Italia . Di solito chiediamo permesso di fare esercizio in concomitanza con il Misoghi mensile guidato dal Maestro, se io sono a Roma donin è Salvino e viceversa in modo anche chi non è riuscito ad andare a Zompo od Assisi può praticare, se invece sia io che Salvino siamo a Roma chiediamo permesso di fare esercizio la domenica prima o quella successiva. Potrei citarvi tantissimi episodi vissuti a Scopello insieme al Maestro, arcobaleni concentrici attorno al sole, nuvole che si addensavano minacciose e poi tornavano indietro, ma quello che in questa sede mi pare più importante sottolineare è il cammino che ciascuno di noi sta compiendo grazie al suo esempio ed al calore trasmesso da noi tutti. Venite a praticare insieme a noi, lasciando la nostra polvere al limpido mare di Scopello saremo felici di riempirci di nuova energia grazie alla forza ed alla protezione di Scopello RyuJin. Grazie Giuseppe Bajardi |
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| Ciao sono Mauro Meroli, pratico il Misoghi da diversi anni, precisamente dal 1993. Per me non è facile parlarne perchè avrei tante cose da dire ma non so da dove cominciare. Entrare nella cascata è svestirsi del proprio ego e mettersi a nudo davanti a Dio. Ci si sente piccoli e vulnerabili, non ci si può nascondere o scappare e ci sentiamo davvero in trappola. | ||||||
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La divinità della cascata vede e sente le nostre preoccupazioni e con calore ci abbraccia e ci avvolge nella sua grande forza, ci pulisce dalla nostra polvere e ci fa sentire quanto siamo piccoli davanti alla forza della natura. Come una madre premurosa a volte ci picchia e fa cadere il nostro ego, ci sentiamo così piccoli ed indifesi che non possiamo far altro che abbandonarci al suo grande amore. Dobbiamo imparare dalla divinità della cascata osservando il suo movimento che segue la legge della natura, come l'acqua che scorre naturalmente verso il mare ed avvolge tutto ciò che incontra senza ostacolare e fare competizione. | |||||
| Così l'uomo deve imparare questo insegnamento e farne tesoro cioè abbracciare la natura, non ostacolarla, unirsi con i suoi fratelli, non mettere barriere,...Condivisione..non separazione..Questi sono gli insegnamenti di madre natura cioè Dio. Buon Misoghi. Gyoshu Mauro Meroli | ||||||
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Il mio nome è Salvatore Pappalardo, abito a Palermo e dal luglio del 1997 sono un allievo di Misoghi del M° Kurihara. Ancora oggi continuo a seguire i suoi insegnamenti e quando posso, insieme agli altri allievi, ci incontriamo per fare questo esercizio nella cascata di Zompo lo Schioppo presso Morino in provincia di Avezzano. Altri luoghi dove si può fare Misoghi sono il mare e i laghi, infatti, in altre occasioni abbiamo usufruito proprio di questi posti per praticare il nostro esercizio. |
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| Un luogo a noi caro e vicino è il mare di Scopello, dove con il M° Kurihara il 7 febbraio 1998 abbiamo iniziato a fare Misoghi qui in Sicilia. Da un po’ di anni e chiedendo di volta in volta il suo permesso, il nostro Maestro ha ritenuto che fossimo in grado di condurre e guidare da soli questo esercizio. Inizialmente ha affidato questo compito a Giuseppe Bajardi in seguito ha dato anche a me questo incarico. Ogni mese portando con noi sia i praticanti sia chi vuole provare questa esperienza, facciamo Misoghi a Scopello. |
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Per rendere comprensibile questo esercizio ho sempre immaginato una caraffa piena d’acqua lasciata fuori sul davanzale di una finestra per un mese. Pensate a tutte le avversità cui è sottoposta. Polvere, muffe, germi, evaporazione, etc., certamente dopo un mese non berrete mai l’acqua rimasta in quella caraffa ma, solo dopo averla pulita e riempita nuovamente d’acqua fresca, potrete riutilizzarla. Noi siamo quella caraffa e l’acqua che la riempie è la nostra energia vitale. In questo mondo spesso viviamo giornate cariche di preoccupazione, tensione e nervosismo non facciamo altro che esaurire costantemente questa energia riducendo le nostre capacità fisiche e intellettive ma anche peggiorando il modo di agire verso i nostri simili. L’esercizio del Misoghi ci offre l’opportunità di armonizzarci con la natura, svuotarci da tutte queste tensioni e poi ricaricarci di nuova energia. Solamente dopo esserci nutriti di questa energia, potremo dare di più a noi stessi e agli altri. Descrivere ciò che si prova prima, durante e dopo l’esercizio di Misoghi non è semplice considerando che è sempre differente e strettamente personale, inoltre non desidero pregiudicare quelle che possono essere le vostre sensazioni, per cui vi invito, per chi vorrà, a vivere questa esperienza insieme con noi. |
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Il mio nome è Marco Scala, vivo a Portici, una ridente cittadina posta alle falde del Vesuvio che si affaccia sullo splendido golfo di Napoli. Scrivo in qualità di Donin che nella nostra Scuola significa essere una persona in grado di poter condurre un Misoghi sotto la guida del nostro Maestro Koshi Kurihara. La parola “Misoghi” significa letteralmente “Purificazione”. L’individuo purifica se stesso entrando, per un tempo non stabilito, sotto il getto di una cascata, o immergendosi in pozze d’acqua, in laghi o nel mare. Questa disciplina culturale e/o spirituale, che ha l’acqua quale elemento fondamentale, trae le sue origini nella cultura tradizionale antica giapponese. Veniva praticata dall’Imperatore all’inizio di ognuna delle quattro stagioni affinché avesse chiarezza nel suo cuore per condurre il suo popolo verso la prosperità, dai praticanti delle arti marziali per acquisire uno spirito puro, dalla gente comune per ottenere una vita sana. La pratica del Misoghi non è riconducibile ad alcuna religione né movimento spirituale e/o filosofico: è qualcosa che ti fa stare bene, che ti pulisce e allo stesso tempo ti ricarica di nuova energia, entusiasmo; è accessibile a tutti senza differenza di casta, credo, colore della pelle, razza, sesso o età. È uso nella nostra Scuola eseguire il Misoghi una volta al mese tutti i mesi dell’anno. La pratica inizia con una cerimonia che come diceva il Maestro le prime volte che facevamo Misoghi, serve per trasformare un semplice bagno in un vero esercizio di purificazione. Durante la cerimonia si chiede il permesso alla natura, per tramite la Divinità del luogo, di poter entrare nell’acqua, che l’esercizio possa essere per tutti proficuo e di accettare nella sua grandezza la nostra polvere, la nostra sporcizia. È solo con un animo umile che l’uomo riconosce di essere parte integrante della natura, sintonizzando se stesso con il tutto. Certo, la nostra razionalità occidentale a questo punto inizierà a fare dissertazioni filosofiche di ogni tipo per trovare spiegazioni e certezze definite nella pratica, ma un solo consiglio sento di offrire a chiunque desideri fare Misoghi: entriamo insieme sotto la cascata e dopo, davanti a un pasto caldo e un buon bicchiere di vino (preferibilmente di Mariano), parliamo! Infatti la pratica del Misoghi continua dopo con un pranzo tutti insieme (nahorai) e termina quando tutti i partecipanti hanno raggiunto le loro case. Mai perdere prima l’attenzione e la giusta concentrazione al fine di non far succedere mai eventi spiacevoli! Al di là di tutto è il freddo che fa da padrone. Dice il Maestro osservando la nostra pelle d’oca o i nostri tremori a volte incontrollabili: “Non dovete combattere il freddo, ma osservarlo come fenomeno”. È na’ parola!! Vi assicuro che è più facile a dirsi che a farsi. Mentre un bel piatto di linguine al cartoccio o che so, una pasta e fagioli azzeccata del giorno prima possono essere diversi a secondo di chi li guarda per effetto, per esempio, della sazietà, il freddo è una condizione oggettiva: c’è. Molte sono le persone ci giudicano solo in base alla nostra esposizione al freddo. Ma la cultura è fatta anche, e non solo, di conoscenza. Gli effetti fisiologi del freddo sono molteplici. Quando un organismo è esposto a temperature che, come le nostre, non provocano danni da congelamento, il primo effetto che si riscontra è una forte vasocostrizione periferica attiva derivante dalla contrazione della muscolatura della parete vasale. A volte si può osservare una variazione del colorito cutaneo che spazia dal bianco – rosso – bluastro. La vasocostrizione periferica attiva ha come scopo principale quello di evitare la dispersione di calore determinando un aumento del flusso ematico verso gli organi interni con conseguente diminuzione della frequenza cardiaca e aumento della gittata sistolica. Inizialmente la frequenza aumenta per la messa in atto dei sistemi di compenso da parte dell’organismo che sottoposto a stress secerne ormoni (catecolamine, cortisolo) che inducono una risposta adeguata all’insulto esterno con modificazioni della funzionalità organica del cuore, polmoni, reni (per diminuire la pressione aumenta il filtrato glomerulare e vien voglia di fare la pipì). Se l’esposizione al freddo è limitata nel tempo, come nel nostro caso, il fenomeno che subito dopo si osserva è una vasodilatazione attiva derivante dal rilassamento della muscolatura della parete vasale. Per far fronte all’aumentato flusso ematico verso la periferia e al conseguente abbassamento della pressione sistemica, aumenta la frequenza cardiaca, diminuisce la gittata sistolica, aumenta il ritmo respiratorio. La sensibilità cutanea lentamente ritorna normale e nasce un naturale senso di benessere e di fame. L’aumentata vascolarizzazione (sviluppo e l’apertura di nuovi capillari) che deriva dall’alternarsi della vasocostrizione e vasodilatazione attiva permette un apporto maggiore di ossigeno e nutrimento a tutti i distretti corporei nonché una più veloce rimozione delle sostanze tossiche di rifiuto prodotte o ingerite dall’organismo permettendo così un netto miglioramento di tutte le attività fisiologiche e funzionali del nostro corpo. Questa “Ginnastica Organica” ha effetti salutari sul nostro organismo, aumenta la soglia di sopportazione al freddo, al dolore, attiva il sistema immunitario aumentando la resistenza alla malattia la quale anche se presente è di breve durata, dona coerenza alla mente, rafforza il carattere. Dopo il Misoghi siamo soliti andare a mangiare da Augusto alla “Vecchia Fornace” in quel di Civitella Roveto. Al buon mangiare e bere si accompagna la simpatia e il calore dell’amicizia che ci lega ai gestori del ristorante: Augusto, la moglie Stefania, i fratelli, tutti i ragazzi di cucina e di sala, la suocera e la madre di Augusto, la nonnina. A tal proposito ricordo un simpatico episodio. All’inizio della nostra frequentazione del ristorante, i gestori, incuriositi nel vedere questo gruppo un po’ bizzarro, alquanto rumoroso ma sempre rispettoso dello spazio altrui, ci interrogavano sugli interessi che ci spingevano a frequentare quei luoghi. “Facciamo Misoghi” rispondevano i più arditi! Provai a spiegare alla nonnina cosa fosse e lei: ”Anche i bimbi? Poverini, fa freddo”. Allora non mi persi d’animo e, stimolando l’infinita saggezza popolare latina, indussi la nonnina a ricordare quando nella sua infanzia, in quelle splendide montagne della Meta, probabilmente a casa sua non c’era nemmeno il bagno. Figuriamoci l’acqua calda. La nonnina ebbe un attimo di smarrimento poi mi guardò e i suoi occhi si illuminarono di luce vera e disse:” L’acqua non c’era! Andavamo a prenderla a piedi ….. la neve nei campi. Non c’era nemmeno la corrente elettrica ………” . Quando ebbe finito si rese conto che l’esposizione al freddo dei nostri bimbi per una mezzora al mese di fronte a quello che lei aveva vissuto era cosa di poco conto. Da allora ogni volta che ci vede, si informa sulla temperatura dell’ l’acqua, sulla presenza della neve e abbraccia e si spupazza i nostri figli che ha visto crescere sani e belli. P.S. Invito chiunque volesse fare Misoghi, a rivolgersi a persone competenti, qualificate e responsabili delle proprie azioni, che sanno quello che fanno. Sono tanti i cialtroni che sul web si pubblicizzano come veri maestri e portatori di verità, che vantano crediti che non hanno (diplomi e gradi), che si fanno belli esponendo fotografie dove vengono ritratti con veri Maestri (come se ciò fosse un titolo di merito) o descrivono la pratica come un’intrigata accozzaglia di formule e litanie! Questi signori non sono altro che commercianti che sfruttano un buon filone e che alla prima difficoltà se la danno a gambe levate. A buon intenditore poche parole. Auguro con cuore sincero un buon Misoghi a tutti! Napoli, lì 15/03/2010 Donin Marco Scala |
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